domenica 27 aprile 2008

come

come il cielo di Roma
come il tramonto pantesco
come il largo respiro del mare
come l’incessante scorrere di un fiume
come i mille colori di una natura prepotente
come il volo libero di un gabbiano
come il riflesso della luna su onde incantate
come l’assordante silenzio di un’alba
come i tetti solitari di una città addormentata
come due ombre girovaghe su un ponte infinito
come l’aria fresca di una notte di primavera
come un faro che squarcia il buio


27 aprile 2008

mercoledì 23 aprile 2008

lacrime e vino

Bevo vino e lacrime invisibili
piango per la mia anima indifesa e fragile
piango per gli errori fatti e per quelli ancora da fare
piango per tutte le volte che non sono riuscita a farlo
preferendo annegare il dolore in comodi sorrisi
per tutte le volte in cui mi sono rifiutata di guardarmi dentro
per paura di non trovarci niente
di cosa riempiamo la nostra vita?
di fugaci speranze e deboli propositi di buona volontà


Spettatori siamo della nostra vita o cinici registi?
dopotutto decidiamo quali comparse far entrare in scena
i tempi e le pause, i drammi e le farse
e ce ne stiamo lì buoni a vedere come va a finire lo spettacolo
ma chi paga per tutto questo se in scena va la nostra vita?
e quando interviene un deus ex machina a dettare le regole
a controbilanciare le nostre mosse
ad aggiustare il tiro?


Spettatori non siamo ma registi
decidiamo sfondo, luci e ombre, battute e silenzi
il copione cambia di giorno in giorno, di ora in ora
un battito di ciglia, un sorriso sbagliato
e il gioco è fatto, le situazioni si ribaltano come acrobati ubriachi


alla fine usciremo dal teatro applaudendo
e ringraziando per lo spettacolo
saluteremo i nostri spettatori
ci inchineremo per ricevere fiori e fischi
e rientreremo nel nostro nulla




aprile 2008