giovedì 22 dicembre 2011

Itaca

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sarà questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
nè nell’irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l’anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.

Che i mattini d’estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d’ogni sorta; più profumi inebrianti che puoi,
va in molte città egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -

raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull’isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos’altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.

Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
già tu avrai capito ciò che Itaca vuole significare.


Costantino Kavafis

domenica 18 dicembre 2011

...nel mio piccolo

trascrivo di seguito la mail inviata il 14/12 alla Direzione Centrale Comunicazioni Esterne e alle Politiche Sociali e Rapporti con le Associazioni di Trenitalia e appena inoltrata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al Ministero dell'Economia e delle Finanze e al CIPE.

Stiamo a vedere se qualcuno si prende la briga di rispondermi...

Ah, sul sito Trenitalia si sbandiera questo:

Missione e strategie
Siamo la più grande azienda del Paese. Ogni giorno oltre 80mila ferrovieri contribuiscono a far viaggiare più di 8mila treni e a gestire una rete di 16.701 chilometri su cui viaggiano ogni anno circa 600 milioni di viaggiatori e 50 milioni di tonnellate di merci. Con il nuovo sistema Alta Velocità FS si sono accorciate le distanze ed è stato dato un forte impulso alla crescita del Paese

La missione 
Con i nostri servizi e gli interventi di potenziamento della rete contribuiamo allo sviluppo di un grande progetto di mobilità e di logistica per il Paese e alla sua crescita economica, sociale e culturale.

L’innovazione tecnologica e la sicurezza sono il nostro punto di forza, due eccellenze attestate da riconoscimenti a livello internazionale. Alla base del nostro lavoro c’è attenzione alla qualità della vita dei clienti e dei lavoratori, orientamento a una progettualità rivolta al futuro e rispetto per l’ambiente.

Il treno è il mezzo di trasporto meno inquinante in assoluto e, per questo, è il miglior amico del territorio e del clima.


******************


Gentili Signori,

scrivo anche a voi nella speranza di avere qualche ragguaglio sull'involuzione (evoluzione per alcuni) che riguarda i trasporti ferroviari tra Nord e Sud del nostro Paese.

Mi rivolgo a voi perché secondo Moretti (intervista sotto citata) "La verità è che si continua in maniera strumentale, a fare confusione sul ruolo e sui compiti di Trenitalia. Ci sono treni di mercato che gestiamo in piena autonomia e nel rispetto di tutti quegli obblighi di legge che competono ad una società di diritto privato. Poi ci sono i "servizi universali". Sono servizi che costano più di quanto incassano: è lo Stato che li garantisce, decidendone numero e caratteristiche, e integrando la differenza con propri corrispettivi".

Sotto trovate la mail recentemente inviata alla Direzione Centrale Comunicazioni Esterne e alle Politiche Sociali e Rapporti con le Associazioni di Trenitalia.

Mi piacerebbe conoscere anche la posizione dei vostri Ministeri, dal momento che l'ing. Moretti demanda a voi (per non dire scarica) le responsabilità degli investimenti che garantiscano il servizio minimo ai cittadini.

Ringrazio per l'attenzione e porgo i miei migliori saluti

---------- Forwarded message ----------
From:
Date: 2011/12/14
Subject: Dati passeggeri treni notturni verso il Sud
To:

Gentili Signori,Vi scrivo in riferimento alle dichiarazioni dell'Ing. Moretti nell'intervista pubblicata su http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/12/07/news/l_ad_moretti_aboliti_i_treni_notturni_decisione_dettata_dai_voli_low_cost-26209281/

Vorrei vedere i numeri a supporto di queste affermazioni: ""Parliamo di treni che in Italia, come in tutto il resto d'Europa, sono stati soppiantati dai voli low cost. E in pochi anni hanno visto più che dimezzare il numero di viaggiatori e i relativi ricavi da tariffe. Ma l'offerta è stata sostanzialmente confermata grazie alla creazione dell'hub di Bologna, che diventerà il capolinea di questi treni la cui percorrenza sarà esclusivamente notturna e i cui orari saranno integrati con altri servizi diurni. Che potranno essere le Frecce o altri treni, anche regionali, a seconda della tratta da coprire tra Bologna e i capoluoghi del Nord". "

Sono una leccese trapiantata a Milano da 20 anni, molto amareggiata dalla piega che stanno prendendo le cose in questo Paese, trasporti compresi. Il redesign (per essere eleganti) delle comunicazioni tra Nord e Sud fa ripiombare l'Italia indietro di decenni.

Non mi si deve spiegare che "business is business" ma ho forti dubbi sulle affermazioni del vostro AD sopra riportate: solitamente nei periodi di picco (tipo Natale) i treni notturni venivano aggiunti (treni speciali) e non sottratti.
Non mi si racconti che i low cost soppiantano i treni perché gli aeroporti del Sud non sono collegati alle città come lo sono nel Nord, a meno che i clienti che ha in mente il vostro AD non siano gli stessi che riempiono i ristoranti d'Italia, come crede Berlusconi. Oltretutto in quanto a capienza e capillarità non credo che i mezzi siano paragonabili...

Io parlo per esperienza diretta, ne ho scritto recentemente qui http://animanomade.blogspot.com/2011/12/trenitaglia-salvano-litalia-si-salvi.html - (ho letto il vostro comunicato stampa allegato, ma mi piacerebbe avere maggiori delucidazioni sul dimezzamento dei passeggeri nei treni in questione).


in attesa di un cortese riscontro,
cordiali saluti

giovedì 15 dicembre 2011

la storia va avanti...


Meno treni, ma anche tariffe record Minervini: «Trenitalia umilia il Sud»

Trenitalia taglia i treni notturni. E a Milano parte una protesta a oltranza

http://www.ilfattoquotidiano.it - Dal 12 dicembre in Italia ci sono 800 disoccupati in più. Sono i lavoratori delle società di gestione, manutenzione e pulizia dei Wagon Lits, i treni notturni, lasciati a piedi da Trenitalia. Agostino Palumbo, uno degli 800 lavoratori in presidio continuo alla Stazione Centrale di Milano, spiega che "un servizio dall'importante impatto sociale viene sostituito con regolari corse dei treni Frecciarossa". La protesta, con l'occupazione da parte di 3 lavoratori di una torre-faro sui binari della Stazione, giunta al quinto giorno, "ha avuto inizio grazie all'iniziativa dei nostri compagni che hanno deciso questa forma estrema di protesta, la cui determinazione ha poi coinvolto tutti noi per cui resteremo al loro fianco anche a Natale, capodanno e l'Epifania, fino a che non ci verrà restituito il lavoro" di Giovannij Lucci

mercoledì 7 dicembre 2011

Trenitaglia (salvano l’Italia, si salvi chi può)

Forse non si dovrebbe scrivere sull'onda dell'ira, o forse sì. Beh io lo faccio. Sono furibonda, per l'ennesimo oltraggio subìto.

Veniamo ai fatti: Trenitalia si è finalmente degnata di caricare nel suo sistema (e quindi anche sul sito) gli orari validi dal 12 dicembre: la sorpresa per la sottoscritta è che per viaggiare tra Milano e Lecce di notte si dovrà cambiare a Bologna!!

Allora mi domando e dico: perché non costruiamo direttamente un muro tra Nord e Sud, così la separazione riesce meglio?  E magari introduciamo pure un dazio, per punire i terroni che come me arricchiscono il Nord da decenni, ostinandosi a tornare nella terra natìa per le feste comandate o tutte le volte che sia necessario ricongiungersi con la famiglia di origine.

Sono furibonda perché questo è l’ennesimo sintomo di un Paese a due velocità, di un sistema malato che spinge in maniera coatta il “nuovo e costoso” (le varie Frecce fiammanti) penalizzando e uccidendo il “vecchio e per tutti”.

Sono furibonda perché 20 anni fa ho lasciato la mia città natale (la splendida Lecce, per quanti la conoscono) per cercare fortuna al Nord, nell’efficiente e operosa Milano, capitale economica del Paese.

Quando partii per l’università, nel 1991, mancava ancora l’elettrificazione tra Lecce e Bari, il treno si fermava a Bari per cambiare il locomotore e la gente scendeva a sgranchirsi le gambe, bere un caffè o fumare. Poi ci siamo “evoluti”: al posto delle vecchie cuccette maleodoranti hanno fatto la loro comparsa le eleganti cuccette C4 Comfort, una via di mezzo tra le claustrofobiche lettiere a 6  posti e gli eleganti e costosissimi wagon-lit.
A quel punto è iniziato il “progresso coatto”: hanno via via dismesso le vecchie carrozze notte in favore di quelle nuove, hanno elevato la categoria del vecchio Espresso, facendolo diventare ICN (Intercity notte) con relativo aumento di prezzo.

Ora è normale che all’innalzamento degli standard corrisponda quello dei prezzi: ciò che non è ammissibile è che lo standard sia unico e che il progresso sia - per l’appunto - coatto.

So di non dire nulla di nuovo, ma stavolta sbotto: sbotto perché all’indomani della manovra “salva Italia” tutto questo suona tremendamente capzioso. Non ci sono soldi, dobbiamo tagliare: certo, non fa una piega.
E pazienza se aumentano i prezzi, tanto la gente DEVE viaggiare.

È questo che trovo osceno, che un Paese speculi e divori denaro alle spalle dei cittadini comuni, penalizzandoli in ISTRUZIONE, SANITA’, TRASPORTI, servizi che ogni Stato civile dovrebbe garantire, uguali per tutti, funzionanti, efficienti, a portata di borsellino.

Il privato dovrebbe essere un’opzione, non l’unica strada.
Il default è già qui, da molto molto tempo.