giovedì 1 novembre 2012

Una nuova vita

Il titolo di questo post ha un doppio significato. Il 9 ottobre infatti è iniziata una nuova vita sia per il mio bambino che è venuto alla luce sia per me che sono diventata mamma. In realtà mamma lo ero già in parte perché per 8 mesi dentro di me lui cresceva, si formava e alla fine si agitava anche tanto ;-)

Si immagina e si sa ‘per sentito dire’ che l’arrivo di un figlio cambia la vita di una persona (e della coppia) ma non si sa quanto finché non ci si passa. È un evento sconvolgente, cui la gravidanza mi aveva solo in parte preparata: orari e ritmi completamente scombussolati, decisi da questo piccolo esserino indifeso che dipende esclusivamente dalle nostre cure e dalle attenzioni che sapremo dargli.

Già la gravidanza era stata una buona palestra, in cui mi ero allenata all’esercizio della pazienza e al fatto di non essere più padrona del mio corpo e del mio tempo. Dettava lui le regole già fin dalla pancia, dove nelle ultime settimane era un terremotino, tant’è che è nato con un mese di anticipo sul previsto.

Finché non si diventa genitori non si possono capire tante cose: per esempio quando degli altri “già genitori” si diceva “parla sempre e solo del bambino, cacche e pipì” bisogna considerare che quella diventa di colpo la tua realtà, invadente, prepotente, fatta di smorfiette improvvise, mal di pancia, culetti arrossati, poppate, pianti e sorrisi inattesi pure quelli.

Insomma, si apre un mondo che “prima” si può solo immaginare.

Per questo inizia una nuova vita, in cui c’è tutto da imparare e scoprire.

mercoledì 15 agosto 2012

Tu (16 maggio 2012)

Ci sei
Sei reale
Reale come la vita
Vita che scorre dentro di me
Me che quasi non lo speravo più

Tu, esserino senza nome
Prendi forma dentro di me
Ti ho visto su un magico schermo
Giocare e muoverti senza pensiero
O magari ce l’hai anche quello
Ma nessuna macchina può tracciarlo
Come fanno invece con ossa e organi

Vivi, vivi dentro di me
Che rinasco con te

mercoledì 20 giugno 2012

46, XY [but please #save194]

dentro di me sta crescendo un esserino di sesso maschile.
ho passato le ultime 3 settimane in attesa dei risultati dell'amniocentesi, esame di diagnosi prenatale gentilmente offertomi dal SSN per via dei miei 39 anni.

mai come in questi giorni ho vissuto sulla mia pelle il dibattito che si è riacceso intorno alla legge 194, oggetto  di esame oggi alla Corte Costituzionale  per una vicenda sollevata da un giudice del Tribunale di Spoleto che ha negato ad una minorenne la possibilità di interrompere la gravidanza senza autorizzazione dei genitori, sollevando il dubbio di costituzionalità di un articolo della legge 194.

ho passato le ultime 3 settimane cercando di colmare la mia (la nostra, in realtà) ignoranza su fibrosi cistica e sindrome di Down, nell'eventualità di dover prendere nel giro di pochi giorni una decisione così delicata come l'interruzione volontaria di gravidanza.

ero forse alle medie quando a scuola (le suore...) ci fecero vedere un documentario sull'aborto... ne rimasi scioccata e per gran parte della mia vita ho pensato "no, per carità, io mai".
poi il tempo è passato, ho ascoltato e conosciuto vicende di persone vicine e lontane che hanno vissuto questo dramma, e ho capito che - come in tante cose della vita - non esistono solo il bianco e il nero. probabilmente esisteranno delle donne che lo fanno 'a cuor leggero', magari giovanissime e sole, o incazzate per l'errore di una scappatella, magari con l'amante... credo però che per la gran parte delle donne sia un dramma, personale, psicologico e fisico, anche se spesso l'aborto è una ferita invisibile al mondo.

ora, io capisco che ci siano diversi motivi per cui una donna decida di interrompere una gravidanza e che non tutti siano "condivisibili" (per capirci, è cosa ben diversa subire uno stupro o volersi sbarazzare di un "errore") ma è fondamentale non rinunciare al diritto di scegliere. E questa legge è molto più "per la vita" che contro di quanto vogliano far credere i bigotti e i moralizzatori della domenica che popolano il nostro (bel) Paese.

magari oggi si risolve in un nulla di fatto (e il giudice verrà pure "cazziato"), ma il concetto è che di tanto in tanto qualcuno ci riprova a minare questo diritto... mentre sarebbe opportuno che in Italia si parlasse sul serio di sostegno alla maternità, aiuti alle famiglie etc etc... ma probabilmente non è in cima alle priorità dei governi, di passaggio o meno che siano... il concetto è mai abbassare la guardia su diritti così duramente conquistati... ed è bello che il famoso "popolo di internet" (come dicono quelli che ne stanno "fuori") insorga a gran voce e mobiliti la collettività - si veda il dibattito con hashtag #save194 su twitter

per il resto rimando qui http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/2012/06/20/la-194-e-una-legge-che-si-puo-non-rispettare/

e qui http://www.provetecnichedisogni.it/2012/06/save194_20.html

venerdì 15 giugno 2012

una cosa che ho imparato

lungi da me dispensare saggezza, io sono tante cose ma non saggia,
poche cose ho imparato nella vita, e perché ci ho sbattuto il muso contro
comunque mi son ritrovata a pensare questa cosa più volte 
negli ultimi anni e per vari motivi
"nella vita mai dire mai"

venerdì 1 giugno 2012

scosse & scossi

in queste settimane si fa un gran parlare del terremoto che ha messo in ginocchio l'Emilia
sono momenti in cui è difficile non fermarsi a riflettere, se capitasse a noi chissà come reagiremmo e cose simili
a volte penso che le disgrazie vengano per farci tornare umani, per (ri)scoprire la solidarietà, la compassione, ristabilire le priorità in una vita sempre di corsa, spesso disattenta ai sentimenti perché troppo concentrata sul fare, produrre, guadagnare, correre...

altra considerazione, per certi versi correlata, che mi è capitato di fare stamattina in metrò: certe 'costrizioni' ci forzano a cambiare prospettiva... aiutandoci a migliorare e imparare a 'giudicare' di meno il prossimo. Per esempio se si cammina lentamente ci si imbatte nel simpaticone di turno che quasi ti spintona e ti dà dell'addormentato - senza neanche chiedersi se non hai un impedimento che ti costringa a  camminare lentamente.

insomma, l'umanità a volte siamo costretti a riscoprirla... e allora cerchiamo di tenercela stretta, perché - come dice una vecchia canzone - "prima o poi gli altri siamo noi"





mercoledì 18 aprile 2012

the winner takes it all


questa canzone arriva direttamente dalla mia infanzia, e mi piace oggi più di allora

venerdì 9 marzo 2012

martedì 6 marzo 2012

poesia in musica



Lucio Dalla - Cara

Cosa ho davanti, non riesco più a parlare
dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare
vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare
sposta la bottiglia e lasciami guardare
se di tanti capelli, ci si può fidare.

Conosco un posto nel mio cuore
dove tira sempre il vento
per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento
non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento
e debbo stare attento a non cadere nel vino
o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino.........

La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro
che non ti vede nessuno
ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano
e cascare dentro un letto.....
che pena...che nostalgia
non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia
A..Almeno non ti avessi incontrato
io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.

Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla
e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla
se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano
ma so già cosa pensi, tu vorresti partire
come se andare lontano fosse uguale a morire
e non c'e' niente di strano ma non posso venire

Così come una farfalla ti sei alzata per scappare
ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare
se non fossi uscito fuori per provare anch'io a volare
e la notte cominciava a gelare la mia pelle
una notte madre che cercava di contare le sue stelle
io li sotto ero uno sputo e ho detto "OLE'" sono perduto.

La notte sta morendo
ed e' cretino cercare di fermare le lacrime ridendo
ma per uno come me l' ho gia detto
che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto.

Lontano si ferma un treno
ma che bella mattina, il cielo e' sereno
Buonanotte, anima mia
adesso spengo la luce e così sia


mercoledì 29 febbraio 2012

il bene non fa rumore

Questo post è legato ad una mobilitazione di blogger, aderisco all'iniziativa pur non considerandomi una blogger in senso stretto. 
Il blogging day #freeRossellaUrru è dedicato a una giovane donna prigioniera da ottobre in un paese dove presta servizio per una ONG (tutte le informazioni sul blog della famiglia di Rossella http://www.rossellaurru.it).

Rossella è uno dei tanti "operatori di pace" sparsi per il mondo, esercito silenzioso della cui esistenza e attività veniamo a conoscenza quando sono vittime di attentati o sequestri, quando sono in pericolo di vita, un po' come accade con parti del corpo di cui ignoriamo l'esistenza o il nome finché non si inceppano o si ammalano.
Perché il bene, appunto, non fa rumore.


Questa mobilitazione non è solo per Rossella, ma per tutti quelli  che come lei hanno scelto un mestiere difficile, delicato, complesso e rischioso.
Io li ammiro molto, e un po' li invidio: il volontariato mi ronza dentro da una ventina d'anni... ma poi non l'ho mai fatto, le ragioni sono diverse ma questo non è il post giusto per trattare il tema.
Oggi il nostro pensiero va a Rossella e agli angeli invisibili e silenziosi che a volte restano intrappolati dalla cattiveria e dall'indifferenza, in paesi di cui ci arriva un'eco lontana in telegiornali che scegliamo di guardare o articoli che scegliamo di leggere. 

Poi cambiamo canale, e quelle situazioni restano lì, tutte da affrontare.


L'elenco dei blogger che aderiscono all'iniziativa qui http://sabrinaancarola.blogspot.com/2012/02/appello-tutti-i-blogger.html

Gli hashtag per seguire la giornata su twitter #freeRossella #freeRossellaUrru


domenica 26 febbraio 2012

la libertà è tutto

Easy Rider, 1969

George: Ah no, quello che voi rappresentate per loro è la libertà.
Billy: Che c'è di male nella libertà? La libertà è tutto.
George: Ah si, è vero, la libertà è tutto, d'accordo, ma... parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato... e bada non dire mai a nessuno che non è libero, perché allora quello si darà un gran daffare a uccidere, a massacrare per dimostrarti che lo è. Ah certo, ti parlano e ti parlano e ti riparlano di questa famosa libertà individuale, ma quando vedono un individuo veramente libero, allora hanno paura.
Billy: La paura però non li fa scappare.
George: No, ma li rende pericolosi.






giovedì 23 febbraio 2012

l'italiano medio

Se state leggendo questo post è probabile che apparteniate a una minoranza: non avrete un suv, non ostenterete ricchezze, anzi se ne avete forse le celate, non urlate per la strada, non cercate facili attenzioni e non parlate a vanvera.
Ancora una volta dissento con Gramellini che oggi ci regala un Buongiorno snob, dal titolo "La buona ricchezza" .
E' vero  che l'attuale governo tecnico è (per certi versi) di rottura rispetto al precedente, e che il morigerato e pacato Monti sembra un prelato rispetto al sanguigno e sboccato Berlusconi. Eppure quello ha governato per 20 anni e le sue televisioni commerciali guidano (governano) da 30 anni gusti, usi e malcostumi di una piccola Italietta che lo ha preso a modello: donne, ricchezza, potere... what else?
Apprezzo la misura e persino lo humour britannico di Monti eppure non dissento troppo dal berlusconiano lettore di Gramellini: cio' che è evidente e sfacciato per certi versi è anche prevedibile e rassicurante.
Oggi temo di più i sorrisi robotici della ministra Fornero, le cui lacrime a inizio mandato mi commossero e la cui fermezza oggi mi raggela (si veda per esempio qui).
E' vero che la politica deve fare anche scelte impopolari, ma il governo dei tecnici e dei banchieri sta proteggendo i grandi interessi. Solo che oggi nessuno parla di conflitto di interesse. ahimè, ahi noi





lunedì 13 febbraio 2012

Gli altri siamo noi

Nessun uomo è un'isola, intero per se stesso. Ogni uomo è un pezzo del continente, una parte della terra. Se una zolla viene portata dall'onda del mare, l'Europa ne è diminuita, come se un promontorio fosse stato al suo posto, o una magione amica, o la tua stessa casa. Ogni morte di uomo mi diminuisce perché io partecipo dell'umanità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te.
(John Donne)

poveri coloro che si ritengono al riparo dalle altrui disgrazie

il pensiero va alle vittime di terremoti e disastri vicini e lontani, a quelli che partono per una crociera e si inabissano nell'oscurità, alle vittime di guerra e a chi resta, a quelli che perdono il lavoro, a quelli che un lavoro nemmeno ce l'hanno, agli umiliati e offesi che popolano le nostre moderne metropoli, i cui sguardi nemmeno sopportiamo, ai malati di malattie conosciute e non, che tanto pensiamo non ci toccano e mai ci toccheranno, alle nostre case riscaldate d'inverno e rinfrescate d'estate, alle nostre tante inutili sicurezze, che tanto prima o poi qualcosa interviene a demolirle


giovedì 9 febbraio 2012

buona la prima

la vita è un'interrogazione continua
per cui non si è mai abbastanza preparati

felicità & follia



geniale no? ... e simpa :D

bastone & bocconcino

E' mai possibile mi dico che questo paese resti inerme e innocuo come un cane stupido, che accetta dal padrone in egual misura bastonate e bocconcini?

giovedì 26 gennaio 2012

menti & strumenti


"gli strumenti - in quanto tali - non sono ne' buoni ne' cattivi, ne' stupidi ne' intelligenti, quegli sono gli uomini che se ne servono"

come spesso accade ultimamente, questa riflessione è legata a un mio tweet - ed è una riflessione su twitter

nasce dall'odierno post della rubrica Buongiorno, che seguo sempre con piacere.
stavolta però non sono d'accordo con Gramellini

twitter è uno strumento di enorme utilità, per me racchiude l'essenza stessa di internet: la condivisione, la democratizzazione della conoscenza, la comunicazione disintermediatasta ad ognuno di noi farne un uso sapiente e moderato
perché il troppo stroppia, sempre

sta a noi scegliere se vivere e raccontare o raccontare per vivere
ma quello vale anche per le fotografie digitali (a un certo punto mi son ritrovata a "vedere" attraverso le foto e poi ho ritrovato il piacere di vedere e fotografare con gli occhi)

certamente l'esplosione dei social network e simili dimostra una verità vecchia come il mondo: l'uomo è un animale sociale

oggi ha a disposizione degli strumenti impensabili fino a 20 anni fa
e nulla è più come prima

i giornalisti sono testimoni della propria epoca
quest'epoca è segnata da questi fenomeni
e i giornalisti non possono ignorarli
se sono curiosi e smanettoni quanto basta
ne coglieranno l'utilità e appropriandosene
arricchiranno la loro visione del mondo

mercoledì 25 gennaio 2012

la moderna schiavitù

ricorre questa riflessione sempre più spesso
non cerco di scacciarla dalla testa, anzi la analizzo come posso
siamo i lavoratori della conoscenza
siamo moderni schiavi
legati a catene invisibili che chiamiamo smartphone
ma di smart abbiamo ben poco
la vita non può ridursi a questo, mi dico
dev'esserci dell'altro
lo squilibrio è troppo forte per essere tollerato
tra vita privata e lavoro, intendo

lo chiamiamo progresso, tecnologia, democrazia
ma io vedo solo piccoli uomini spaventati
allontanati dalla propria natura e dalla Natura
inghiottiti nel vortice della produttività
impegnati a produrre ulcere e stress in quantità industriali
che nessun mercato è in grado di assorbire

siamo andati troppo in là, questo credo
questa non è la vita che sognavo
tutto questo arrancare, annaspare, boccheggiare
no, la vita non può ridursi a questo

non parliamo poi degli operai
di quelli che restano, e resistono per non scomparire
ma vengono risucchiati dalle logiche del mercato globale...
dalla competitività a braghe calate

ieri sera ho visto una pubblicità che mi ha fatto imbestialire
un insulto all'Italia e alla dignità di tanta gente che lavora

è questa, ascoltandola all'inizio pensavo fosse di qualche Ministero
per lo sviluppo economico o che so io
poi ho intuito, e sono rimasta di stucco
complimenti ai creativi, peccato che sia fatta per il cliente sbagliato
e assomigli a un lavaggio di coscienza inaccettabile

http://www.fiat.it/cgi-bin/pbrand.dll/FIAT_ITALIA/home.jsp




venerdì 20 gennaio 2012

20 gennaio

"Né di Venere né di Marte
non si sposa né si parte
né si dà principio all'arte"

del proverbio che mi hai insegnato
te ne sei proprio fregato
e un bel venerdì te ne sei andato

[a mio padre, piccolo grande uomo 17-03-1926/20-01-2006]

Padre, se anche tu non fossi il mio

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre se anche fossi a me un estraneo,
per te stesso egualmente t'amerei.
Ché mi ricordo d'un mattin d'inverno
Che la prima viola sull'opposto
Muro scopristi dalla tua finestra
E ce ne desti la novella allegro.
Poi la scala di legno tolta in spalla
Di casa uscisti e l'appoggiasti al muro.
Noi piccoli stavamo alla finestra.

E di quell'altra volta mi ricordo
Che la sorella mia piccola ancora
Per la casa inseguivi minacciando
(la caparbia aveva fatto non so che).
Ma raggiuntala che strillava forte
Dalla paura ti mancava il cuore:
ché avevi visto te inseguir la tua
piccola figlia, e tutta spaventata
tu vacillante l'attiravi al petto,
e con carezze dentro le tue braccia
l'avviluppavi come per difenderla
da quel cattivo che eri il tu di prima.

Padre, se anche tu non fossi il mio
Padre, se anche fossi a me un estraneo,
fra tutti quanti gli uomini già tanto
pel tuo cuore fanciullo t'amerei.

Camillo Sbarbaro 

6 anni fa se ne andava il mio uomo n.1
il 20 gennaio è uno spartiacque nella mia vita

venerdì 13 gennaio 2012

venerdì 6 gennaio 2012

cose nuove dal mondo

il momento è di quelli epocali e richiede una piccola riflessione: 1) le vendite di musica digitale hanno sorpassato quelle fisiche, dice CNN - 2) la Kodak sarebbe vicina al fallimento
l'occasione mi è ghiotta per dire che sono molto contenta di essere cresciuta con giradischi, walkman, vhs e rullini fotografici. Oggi apprezzo enormemente il digitale, ma penso con una punta di tristezza che i ragazzi(ni) di oggi non sanno cosa si son persi!


non si tratta di puro e semplice sentimentalismo, sia chiaro, anche se il fruscio della puntina che atterra sul vinile per me è magico (ringrazio Eminem per averlo inserito nell'attacco della bellissima Lose yourself )
tutti questi progressi nel campo digitale e nei consumer electronics sono fantastici, sia chiaro, lungi da me fare la guerra al progresso (vecchie industrie si adattano, si trasformano o muoiono, nuove industrie e realtà nascono, fa parte del ciclo della vita), ma quello che voglio fissare qui ora è un altro concetto. 
voglio parlare del tempo, della velocità e dell'attesa, e chi ha usato le macchine fotografiche tradizionali, i vinili, le cassette e i vhs sa cosa intendo: parlo degli istanti che precedono l'inizio della canzone che si vuole ascoltare, gli istanti che precedono lo scatto dell'immmagine che si vuole immortalare (su pellicola!), dell'attesa che precede la stampa delle foto o l'inizio del film.
voglio dire che le moderne creazioni dell'informatica e del digitale (parlo ovviamente anche di internet) hanno praticamente annullato i tempi dell'attesa: tempi morti, si dirà, vero... eppure temo si stia producendo un pericoloso effetto di "tutto-e-subito", dove il pericolo risiede nel non soppesare lo scatto fotografico (che tanto si cancella se viene male), non cercare le parole giuste (che tanto si cancella e si riscrive in tempo reale), in poche parole perdere la pazienza e la dolcezza legata all'attesa.


da quanto tempo non mandate e non ricevete lettere o cartoline da amici lontani? se qualcuno di voi lo ha fatto -  son sicura di sì ;-) ricordate che bella l'attesa di una lettera? la gioia nel trovare una busta nella cassetta della posta e riconoscere una grafia, il francobollo di un paese straniero e poi cercare un angolo tranquillo dove assaporare con gioia (o tristezza...) ogni parola contenuta nella lettera (e magari guardare una foto ricordo allegata).
insomma non voglio fare la nonna, ma in quei gesti c'era una dolcezza, un riguardo, un rispetto del tempo e delle persone (e dei sentimenti) che forse sta passando di moda come i rullini e le belle carte da lettera.

giovedì 5 gennaio 2012

Non si può amare un ricordo

in questa (ennesima) notte mezza insonne voglio condividere questo pensiero: non si può amare un ricordo. mi riferisco a quanti si struggono per l'amato o amata che si sono sottratti al loro amore.
ebbene, in assenza di una relazione "viva" è sbagliato parlare di amore. quello è il ricordo dell'amore, non l'amore. è il ricordo della persona amata, che continua a vivere nell'incessante fluire del tempo e dello spazio in cui noi non siamo più.
insomma, quanto sono inutili certe pene d'amore (se solo potessimo guardarle dall'esterno!).
quello che spesso - a mio avviso - si scambia per amore è un insieme di: malinconia, solitudine, orgoglio ferito, amor proprio ferito pure quello.
l'amore si coltiva ogni giorno, come una pianta, su cui si toccano con mano i segni della nostra assenza o noncuranza. non esiste l'amore per sempre, perché il per sempre si costruisce ogni istante. sembra retorica, ma non lo è. è vita vissuta.

lunedì 2 gennaio 2012

bilanci

Ci sono anni come spartiacque, nel bene e nel male. 
Ecco, il 2011 e' uno spartiacque, del prima ho la certezza, del dopo grandi speranze