venerdì 6 gennaio 2012

cose nuove dal mondo

il momento è di quelli epocali e richiede una piccola riflessione: 1) le vendite di musica digitale hanno sorpassato quelle fisiche, dice CNN - 2) la Kodak sarebbe vicina al fallimento
l'occasione mi è ghiotta per dire che sono molto contenta di essere cresciuta con giradischi, walkman, vhs e rullini fotografici. Oggi apprezzo enormemente il digitale, ma penso con una punta di tristezza che i ragazzi(ni) di oggi non sanno cosa si son persi!


non si tratta di puro e semplice sentimentalismo, sia chiaro, anche se il fruscio della puntina che atterra sul vinile per me è magico (ringrazio Eminem per averlo inserito nell'attacco della bellissima Lose yourself )
tutti questi progressi nel campo digitale e nei consumer electronics sono fantastici, sia chiaro, lungi da me fare la guerra al progresso (vecchie industrie si adattano, si trasformano o muoiono, nuove industrie e realtà nascono, fa parte del ciclo della vita), ma quello che voglio fissare qui ora è un altro concetto. 
voglio parlare del tempo, della velocità e dell'attesa, e chi ha usato le macchine fotografiche tradizionali, i vinili, le cassette e i vhs sa cosa intendo: parlo degli istanti che precedono l'inizio della canzone che si vuole ascoltare, gli istanti che precedono lo scatto dell'immmagine che si vuole immortalare (su pellicola!), dell'attesa che precede la stampa delle foto o l'inizio del film.
voglio dire che le moderne creazioni dell'informatica e del digitale (parlo ovviamente anche di internet) hanno praticamente annullato i tempi dell'attesa: tempi morti, si dirà, vero... eppure temo si stia producendo un pericoloso effetto di "tutto-e-subito", dove il pericolo risiede nel non soppesare lo scatto fotografico (che tanto si cancella se viene male), non cercare le parole giuste (che tanto si cancella e si riscrive in tempo reale), in poche parole perdere la pazienza e la dolcezza legata all'attesa.


da quanto tempo non mandate e non ricevete lettere o cartoline da amici lontani? se qualcuno di voi lo ha fatto -  son sicura di sì ;-) ricordate che bella l'attesa di una lettera? la gioia nel trovare una busta nella cassetta della posta e riconoscere una grafia, il francobollo di un paese straniero e poi cercare un angolo tranquillo dove assaporare con gioia (o tristezza...) ogni parola contenuta nella lettera (e magari guardare una foto ricordo allegata).
insomma non voglio fare la nonna, ma in quei gesti c'era una dolcezza, un riguardo, un rispetto del tempo e delle persone (e dei sentimenti) che forse sta passando di moda come i rullini e le belle carte da lettera.

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