mercoledì 20 giugno 2012

46, XY [but please #save194]

dentro di me sta crescendo un esserino di sesso maschile.
ho passato le ultime 3 settimane in attesa dei risultati dell'amniocentesi, esame di diagnosi prenatale gentilmente offertomi dal SSN per via dei miei 39 anni.

mai come in questi giorni ho vissuto sulla mia pelle il dibattito che si è riacceso intorno alla legge 194, oggetto  di esame oggi alla Corte Costituzionale  per una vicenda sollevata da un giudice del Tribunale di Spoleto che ha negato ad una minorenne la possibilità di interrompere la gravidanza senza autorizzazione dei genitori, sollevando il dubbio di costituzionalità di un articolo della legge 194.

ho passato le ultime 3 settimane cercando di colmare la mia (la nostra, in realtà) ignoranza su fibrosi cistica e sindrome di Down, nell'eventualità di dover prendere nel giro di pochi giorni una decisione così delicata come l'interruzione volontaria di gravidanza.

ero forse alle medie quando a scuola (le suore...) ci fecero vedere un documentario sull'aborto... ne rimasi scioccata e per gran parte della mia vita ho pensato "no, per carità, io mai".
poi il tempo è passato, ho ascoltato e conosciuto vicende di persone vicine e lontane che hanno vissuto questo dramma, e ho capito che - come in tante cose della vita - non esistono solo il bianco e il nero. probabilmente esisteranno delle donne che lo fanno 'a cuor leggero', magari giovanissime e sole, o incazzate per l'errore di una scappatella, magari con l'amante... credo però che per la gran parte delle donne sia un dramma, personale, psicologico e fisico, anche se spesso l'aborto è una ferita invisibile al mondo.

ora, io capisco che ci siano diversi motivi per cui una donna decida di interrompere una gravidanza e che non tutti siano "condivisibili" (per capirci, è cosa ben diversa subire uno stupro o volersi sbarazzare di un "errore") ma è fondamentale non rinunciare al diritto di scegliere. E questa legge è molto più "per la vita" che contro di quanto vogliano far credere i bigotti e i moralizzatori della domenica che popolano il nostro (bel) Paese.

magari oggi si risolve in un nulla di fatto (e il giudice verrà pure "cazziato"), ma il concetto è che di tanto in tanto qualcuno ci riprova a minare questo diritto... mentre sarebbe opportuno che in Italia si parlasse sul serio di sostegno alla maternità, aiuti alle famiglie etc etc... ma probabilmente non è in cima alle priorità dei governi, di passaggio o meno che siano... il concetto è mai abbassare la guardia su diritti così duramente conquistati... ed è bello che il famoso "popolo di internet" (come dicono quelli che ne stanno "fuori") insorga a gran voce e mobiliti la collettività - si veda il dibattito con hashtag #save194 su twitter

per il resto rimando qui http://www.enricoberlinguer.it/qualcosadisinistra/2012/06/20/la-194-e-una-legge-che-si-puo-non-rispettare/

e qui http://www.provetecnichedisogni.it/2012/06/save194_20.html

venerdì 15 giugno 2012

una cosa che ho imparato

lungi da me dispensare saggezza, io sono tante cose ma non saggia,
poche cose ho imparato nella vita, e perché ci ho sbattuto il muso contro
comunque mi son ritrovata a pensare questa cosa più volte 
negli ultimi anni e per vari motivi
"nella vita mai dire mai"

venerdì 1 giugno 2012

scosse & scossi

in queste settimane si fa un gran parlare del terremoto che ha messo in ginocchio l'Emilia
sono momenti in cui è difficile non fermarsi a riflettere, se capitasse a noi chissà come reagiremmo e cose simili
a volte penso che le disgrazie vengano per farci tornare umani, per (ri)scoprire la solidarietà, la compassione, ristabilire le priorità in una vita sempre di corsa, spesso disattenta ai sentimenti perché troppo concentrata sul fare, produrre, guadagnare, correre...

altra considerazione, per certi versi correlata, che mi è capitato di fare stamattina in metrò: certe 'costrizioni' ci forzano a cambiare prospettiva... aiutandoci a migliorare e imparare a 'giudicare' di meno il prossimo. Per esempio se si cammina lentamente ci si imbatte nel simpaticone di turno che quasi ti spintona e ti dà dell'addormentato - senza neanche chiedersi se non hai un impedimento che ti costringa a  camminare lentamente.

insomma, l'umanità a volte siamo costretti a riscoprirla... e allora cerchiamo di tenercela stretta, perché - come dice una vecchia canzone - "prima o poi gli altri siamo noi"