venerdì 3 gennaio 2014

sto bene solo in treno

Lecce, dicembre 2011
questa frase l'ho ripetuta a me stessa per 20 anni, ogni volta che mi trovavo in viaggio tra Milano e la mia città natale, lontana lontanissima, nel tacco dello Stivale

ho sempre pensato che un emigrato - quale che sia la ragione del distacco dalla terra natia - si porti dentro per tutta la vita una specie di "strappo": appartiene ormai a due città, spesso a due culture, e in realtà non appartiene fino in fondo a nessuna delle due... perciò mi sono sempre sentita bene in treno... sospesa tra qui e là, tra il presente e un eterno passato, sempre uguale e diverso perché diversi sono gli occhi con cui lo guardiamo con il passare del tempo

"sto bene solo in treno", andavo ripetendo come un mantra... o almeno, era così fino a un paio di anni fa... ora la mia famiglia è con me

eppure questo Natale appena passato è stato velato di nostalgia: per le luci della mia città durante le feste, per il basolato bagnato nelle giornate di pioggia, per il blu violento del cielo in certe serate, per i sapori antichi che mi porto dentro, per le cazzate con gli amici di sempre... o forse perché quest'anno è stato il primo Natale senza mia madre... fatto sta che ho fatto molta fatica a trattenere certi groppi in gola, e non sempre ci sono riuscita